giovedì 29 aprile 2010

Un metodo corretto per contabilizzare la moneta nel bilancio della Banca centrale (Colignatus)

In questa nota faccio chiarezza su un articolo di Thomas Colignatus, che è stato interpretato in maniera quanto meno distorta.
L' articolo è consultabile qui.
Tuttavia in rete inizia ad essere usato come pretesto per dimostrare tesi del tutto prive di senso, quali ad esempio considerare gli utili della banca centrale da signoraggio come differenza tra valore nominale e costi di produzione, oppure battere moneta "fiat" per azzerare i debiti di stato e altre strampalate idee simili.
Prima che il castello di carta si ingrandisca, come spesso accade in questi casi, esaminiamo esattamente cosa scrive realmente Colignatus nel suo articolo.



Sommario


Una corretta gestione della contabilità comporta che:
1.le banche centrali si conformino alla prassi della Federal Reserve di distinguere tra Stato patrimoniale o Bilancio e Dichiarazione sulla Condizione;
2.la moneta decretizia (“fiat money”) non figuri al passivo nel bilancio;
3.la banca centrale non iscriva a bilancio titoli del debito pubblico più di quelli che sono oggetto delle operazioni di mercato aperto. I titoli eccedenti dovrebbero essere considerati nulli (sono prestiti del governo che dovrebbero essere azzerati). In caso di mancato rispetto delle regole contabili corrette, avremo dei criteri contabili inesatti, per misurare il debito pubblico e le condizioni operative della politica ne risulteranno distorte.

E' da notare che la BCE già ottempera a tutte e 3 le clausole richieste da Colignatus, infatti non emette "fiat money", ma solo a fronte di acquisto di titoli di stato. E dato che acquista titoli di Stato solo ai fini della politica monetaria, acquistandoli solo ed esclusivamente dal mercato secondario, non ne accumula più di quelli necessari.
C'è da precisare che è addirittura vietato alla BCE concedere qualsivoglia agevolazione creditizia agli stati.



Se la Banca centrale non avesse il monopolio della moneta decretizia, il signoraggio verrebbe spalmato nel sistema economico. Chiunque abbia la possibilità di accedere a una stampante, potrebbe tentare di emettere ITD (titoli del tipo “Io Ti Devo”, in inglese IOY). Si noti che, ad esempio, alcuni supermercati distribuiscono carte di sconto, alcuni negozi stampano buoni regalo e altri strumenti che possono fungere da moneta. Le banche potrebbero emettere la loro moneta cartacea (come proposto da tempo da Hayek) e aggiungerne il reddito agli utili. La regola che vuole che “la moneta cattiva scaccia quella buona” funzionerebbe così: la gente accumulerebbe le banconote delle banche “buone”, e farebbe circolare la moneta delle banche “cattive”, di quelle che stampano (troppe) banconote. La constatazione fondamentale però è che così la società perderebbe il controllo dell'inflazione, da cui ne conseguirebbe che è meglio creare un monopolio di una banca centrale.
Quindi Colignatus è perfettamente d'accordo che debba essere la banca centrale a emettere moneta in regime di monopolio, al fine di poter controllare l'inflazione.
Esattamente quello che accade con la BCE.


La banca centrale controlla l'inflazione sia con il sistema d'ispezione e controllo qualità delle banche commerciali, sia con misure di politica monetaria, come le condizioni vincolanti di riserva e le operazioni di mercato aperto. Se c'è troppa liquidità nel sistema economico, a fronte di carenza di beni, la banca centrale vende i titoli statali facendo innalzare il tasso d'interesse. Nei casi di insufficienza di liquidità e quantità sovrabbondante di prodotti sugli scaffali, la banca centrale riacquista i titoli riducendo il tasso di interesse. Con un tasso d'interesse costante, la massa di titoli del debito può variare anche in funzione della volontà di lasciare un po' di “liquidità” per i titoli stessi.
E' esattamente quanto accade anche alla BCE, solo che la BCE acquista titoli degli Stati europei.


Negli anni è invalsa la prassi che la banca centrale realizza il signoraggio acquistando titoli statali. La banca centrale stampa la sua moneta o accredita direttamente i conti correnti del governo e riceve in cambio i titoli di Stato. In modo cumulativo, negli anni, la banca centrale compensa a bilancio la massa di moneta decretizia con i titoli statali. Chiunque apra il Rapporto annuo di una banca centrale, al foglio del Bilancio, troverà la massa di moneta decretizia emessa nella colonna del passivo e la massa dei titoli del debito detenuti a contropartita, nella colonna dell'attivo. In pratica, il signoraggio che la Banca centrale cede al governo si chiama “finanziamento monetario” (“monetary financing”). Mentre il governo deve pagare interessi sui titoli detenuti dalla banca centrale, essa li contabilizza come entrate. Questi interessi vengono iscritti come un “trasferimento di utili” aggiuntivo al governo
Questo alla BCE invece non accade. Infatti la BCE non compra titoli direttamente dagli Stati. Tuttavia segna la massa monetaria come voce passiva di bilancio. Questo è coerente col fatto che chi incassa quella moneta la segna come voce attiva.
Poi aggiunge che gli interessi (in realtà i frutti) dei titoli detenuti dalla banca centrale sono segnati come entrate e trasferiti come utili al governo.
Stessa cosa accade alla BCE. I frutti dei titoli detenuti sono distribuiti alle banche centrali, e da queste, in base alle leggi dei relativi Stati di appartenenza, versati agli Stati come imposte.


Contabilità per l'attivo e il passivo

Per una banca commerciale sarebbe corretto contabilizzare la massa monetaria cartacea negli attivi. In particolare, le banconote che una banca commerciale detiene possono essere scambiate con beni primari e rappresentano, quindi, una titolarità su risorse reali.

Per la banca centrale, ha un qualche senso iscrivere l'importo delle sue emissioni di moneta decretizia al passivo. Ogni banconota che essa emette e inietta nel sistema economico rappresenta un titolo di credito su risorse reali, di cui la banca centrale si appropria e di cui dovrebbe sentirsi responsabile
Le banche commerciali attualmente segnano la massa monetaria in loro possesso all'attivo (e ci mancherebbe altro).
E la banca centrale, invece, simmetricamente, al passivo.
D'altronde leggendo la frase di Colignatus:
"Per la banca centrale, ha un qualche senso iscrivere l'importo delle sue emissioni di moneta decretizia al passivo"
si evince facilmente che all'opposto, non avrebbe alcun senso iscrivere l'importo delle emissioni di moneta all'attivo
La BCE non emette mai moneta senza acquistare una contropartita di titoli. Quindi c'è sempre la corrispondenza tra moneta emessa e risorse reali detenute dalla stessa in contropartita.


Per l'intero sistema economico è logico che tutto il patrimonio di moneta decretizia delle banche commerciali, delle aziende e delle famiglie sia compensato da una equivalente passività presso la banca centrale.
Perfetto, quanto accade infatti è perfettamente logico, e aggiungo io, anche coerente.

Tuttavia, il punto che il presente articolo vuole evidenziare è che la moneta decretizia non costituisce per nessun operatore economico un valido titolo di credito presso la banca centrale
E' vero, ossia un qualsiasi operatore non può andare dalla banca centrale e pretendere qualcosa in cambio della propria moneta.
D'altronde però, avendo la moneta della BCE corso forzoso, l'operatore economico potrà avere qualsiasi cosa desidera semplicemente comprandola con i propri soldi che vuole "cambiare".
La BCE non è un negozio alla fine dei conti.
Se vuole cambiare i propri euro in dollari ad esempio, basterà andare alla propria banca o ad un ufficio di cambio e ottenere i dollari. Se vuole cambiare i propri euro con dell'oro potrà andare in una qualsiasi oreficeria, o comprare dell'oro sul mercato.
In sostanza il corso forzoso rende superfluo recarsi dalla banca centrale per cambiare la moneta.

L'aspetto fondamentale di questo punto dell'analisi è che non esiste alcuna ragione per la Banca centrale di accumulare più titoli del debito di quanto non siano necessari per le operazioni di mercato aperto, titoli che occupano solo spazio/memoria e tempo per la contabilità, contribuendo così alla confusione sulla situazione reale
Ovvio, infatti la BCE non opera tale accumulo, a differenza di altre banche centrali.
In Europa appositamente si è voluta distinguere la politica monetaria (svolta dalla BCE) orientata prevalentemente a contenere l'inflazione preservando in tal modo il potere d'acquisto della moneta, dalla politica economica, che fa capo agli Stati.
Se uno Stato fa degli sprechi e si indebita, la BCE non è tenuta in alcun modo a comprarne i titoli. Le recenti vicende della Grecia ne sono la prova.


Un aspetto importante di questa confusione è il fatto che il debito del governo nei confronti della banca centrale viene contabilizzato assieme al debito nazionale. Soprattutto nei paesi in via di sviluppo, che fanno più uso del signoraggio (tassa dell'inflazione) – poiché la riscossione delle imposte è difficoltosa – la dimensione dell'indebitamento del governo risulta distorta e una scorretta contabilizzazione della moneta decretizia rischia di provocare decisioni sbagliate come, ad esempio, programmi di austerità troppo pretenziosi.
Qui c'è una differenza sostanziale con la FED, i governi europei non vendono alla BCE i titoli di Stato, ma a privati. L'Europa non usa, a differenza dei "paesi in via di sviluppo" l'emissione di moneta come tassa (tassa dell'inflazione).
In tal caso infatti tale moneta emessa in eccesso dovrebbe risultare come debito del governo con una situazione caotica.
Cosa che non accade in Europa, dove ogni Stato ha il suo debito, e nessuno Stato membro può emettere "fiat money".


Il Rapporto annuale della Federal Reserve americana del 2004 può essere considerato l'eccezione alla regola descritta sopra, in quanto distingue correttamente il bilancio di sé stessa, considerata come impresa, dal suo patrimonio in strumenti monetari. Così, alla pagina 266, si legge: “Dichiarazione sulla Situazione delle banche della Federal Reserve, per banca, 31 dicembre 2004 e 2003” [“Statement of Condition of the Federal Reserve Banks, by Bank, December 31, 2004 and 2003”], non come Bilancio ma sotto il titolo “Dichiarazione sulla Situazione” (“Statement of Condition”). Tra le passività figurano “le banconote circolanti della Federal Reserve” con una sottile distinzione tra quelle garantite da collaterali in titoli governativi e quelle non coperte da tali garanzie. Tale distinzione non ha senso, non essendo affatto chiaro quanto sia necessario per effettuare le operazioni di mercato aperto.

Il Rapporto annuale del 2004 del sistema monetario europeo obbedisce alla regola già spiegata sopra. Le riserve monetarie sono repertoriate nel “Bilancio” mentre non vi è alcuna ragione di controbilanciare tale moneta decretizia.
Leggendo:
"Tra le passività figurano “le banconote circolanti della Federal Reserve” con una sottile distinzione tra quelle garantite da collaterali in titoli governativi e quelle non coperte da tali garanzie."
Per la BCE non ha senso questa distinzione infatti tutta la moneta è coperta da garanzie in titoli.
E infatti lo stesso Colignatus scrive
"Il Rapporto annuale del 2004 del sistema monetario europeo obbedisce alla regola già spiegata sopra."


Conclusione

Nell'articolo di Colignatus non c'è traccia alcuna critica al modo di operare della BCE. Anzi, è perfettamente d'accordo con ogni dettaglio dell'emissione monetaria della BCE e con il suo modo di effettuare le scritture contabili.
Qualsiasi uso dell'articolo per dimostrare altre tesi appare dunque assolutamente pretestuoso.

sabato 24 aprile 2010

Sul film Zeitgeist


Pubblico una nota di MMST sul film Zeitgeist. Spero la reputiate interessante quanto l'ho trovata io.





Prendendo spunto anzi ricalcando le informazioni dal sito http://conspiracyscience.com/ ho buttato giù qualche analisi su pezzi della parte 3 di Zeigteist. Non la esamino tutta ma solo la parte monetaria ovvero il primo quarto d’ora (inclusa la parte di Kennedy che dura due minuti abbondanti ed è forse l’unica citazione corretta nelle due ore di questo pattume) pertanto non prenderò in considerazione le parti più folkloristiche sui microchip sottocutanei, guerre mondiali fabbricate dai banchieri e parentele tra Bush e Hitler e tasse sul reddito per pagare i Rothscild.
Le falsità elencate in questo documentario sono talmente numerose (gli stessi siti scettici riportano solo le principali, ne saltano diverse) che superano di gran lunga il numero di minuti di durata del video, pertanto occorre una cernita di certo non esaustiva nemmeno per le parti prese in considerazione.

“1775, la rivoluzione” americana ebbe inizio, quando le colonie americane cercarono di staccarsi dall'Inghilterra e dalla sua oppressiva monarchia. Sebbene molti motivi sono citati per la rivoluzione, una in particolare risalta come la causa principale: quel re Giorgio III mise fuori legge la valuta che indipendente esente da interessi le colonie stavano producendo ed usando al proprio interno, invece che prendere in prestito i soldi dalla Banca di Inghilterra centrale ad interesse, indebitando immediatamente le colonie. E come Benjamin Franklin più successivamente ha scritto: " Il rifiuto del re George III di permettere che le colonie azionino un sistema onesto del denaro, che ha liberato l'uomo dalle frizioni dei manipolatori dei soldi fu probabilmente la causa principale della rivoluzione."”

Si parte subito con la storia secondo Zeitgeist.
1- La causa principale dello scoppio della rivoluzione americana e su questo concordano tutti gli storici fu l’elevata pressione fiscale che sfociò nelle proteste del Boston Tea Party del 1773 .
La ragione monetaria non è plausibile visto che non può essere un elemento unitario, le monete locali emesse in ogni colonia causarono iperinflazioni nel New England e nel Noth Carolina e secondo lo storico Davis Rich Dewey, furono le cause per cui parte degli abitanti delle colonie dell’est se ne stettero alla larga dalla rivoluzione (John Kenneth Galbraith, Storia dell'economia. BUR edizioni, pag. 165), quindi per molte colonie non fu affatto tra le cause rivoluzionarie.
2- Re Giorgio III non vietò affatto l’emissione di carta moneta nelle colonie ma per timore di iperinflazioni mise solo delle condizioni aggiuntive, ovvero la corona non avrebbe accettato carta coloniale come pagamento, e le colonie dovevano prevedere una stretta fiscale in grado di poter ritirare le emissioni monetarie in un periodo di cinque anni. Si legga questa analisi in merito.
3- Non vi sono fonti affidabili che riportino l’esatta frase di Franklin. Premesso che la reale posizione di Franklin possa essere analoga (aveva infatti buone ragioni personali per sostenerle dato che la moneta della propria colonia la stampava lui ) non è rappresentativa delle tredici colonie dato che la Pennsylvania non conobbe le iperinflazioni che colpirono il Massachusset.
Ma entrando nel merito la frase sembra una rielaborazione estratta dall’interrogatorio da parte del Parlamento inglese a Franklin in cui alla domanda sui motivi per il quale la corona non riscuotesse così tanto successo nelle colonie Franklin elencò tra i vari elementi tra i quali anche la restrizione monetaria, peccato che queste dichiarazioni siano datate Febbraio 1766 ovvero una decina di anni prima della rivoluzione. Pertanto non è una considerazione ex post come mostrato nel video.



“Nel 1783 l’America vinse la battaglia per l’indipendenza dall'Inghilterra. Tuttavia, la sua battaglia contro il concetto della banca centrale, la corruzione e l’ingordigia degli uomini associata ad essa era appena cominciata. Ma che cosa è una banca centrale? Una banca centrale è un'istituzione che produce la valuta di intera nazione. Sulla base del percorso storico, due poteri specifici sono inerenti alla funzione della banca centrale. Il controllo dei tassi di interesse ed il controllo della massa monetaria, o dell'inflazione. Una banca centrale non fornisce semplicemente soldi all’economia di una nazione ma li presta caricandola di interesse. Dopo di che usando l’incremento e la diminuzione dell’offerta di moneta, la banca centrale regola il valore della moneta emessa. È importante capire che l'intera struttura di questo sistema possa produrre soltanto a lungo termine una cosa: debito.”

Corretti i due poteri, in realtà ve ne è anche un terzo molto rilevante, il controllo dei requisiti minimi di riserva delle banche commerciali. Falsa la conclusione, l’esistenza della banca centrale non implica la produzione di debito. Teoricamente può benissimo emettere moneta coperta da oro o da argento pertanto emettere moneta senza acquistare alcun titolo di credito.
Naturalmente una moneta legata ai metalli diventa rigida e pertanto l’eccessiva onerosità può essere un ostacolo nello sviluppo dei mercati finanziari, di conseguenza per garantire la giusta fluidità nelle transazioni la strada più semplice è la monetizzazione dei debiti come avviene nei giorni odierni. Rimane comunque errato affermare che l’emissione della moneta produca debito.
 Il debito è prodotto da squilibri o deficit finanziari ovvero da uscite di cassa superiori alle entrate per varie ragioni sia temporanee che strutturali. Inoltre l’apertura finanziaria, lontana da essere un evento negativo a prescindere, implica l’esistenza di due controparti debitore e creditore ed è un’esigenza dei soggetti economici tanto è vero che è presente fin dall’antichità.
Come il commercio nasce dal bisogno di ciascuno di ottenere beni e servizi che da solo non si può procurare, così il credito nasce dall’esigenza regolare i pagamenti, ed è strettamente connesso allo sviluppo dell’economia reale pertanto non è un’importazione aliena ma è strutturale in ogni economia. L’emissione di moneta contro titoli o attività finanziarie è l’eventuale conseguenza e non la causa del credito per permettere una maggiore liquidità e un suo minore costo.

“non serve molta ingegnosità per capire questo raggiro. Dato che ogni singolo dollaro prodotto dalla banca centrale è prestato con interesse, significa che singolo dollaro prodotto consiste in raeltà in un dollaro più una determinata percentuale del debito basata su quel dollaro. E poiché la banca centrale ha un monopolio sopra la produzione della valuta per l'intero paese e prestano ogni dollaro con una quota immediata di debito allegati ad esso, da dove proviene il denaro per pagare quel debito? Possono venire soltanto dalla banca centrale. Ciò vuol dire che la banca centrale deve continuamente aumentare la relativa massa monetaria per coprire temporaneamente il debito generato, e il risultato dato che il nuovo denaro viene prestato a interesse, genera ancor più debito! Il risultato finale di questo sistema sicuramente è schiavitù. Per esso è impossibile per il governo e così il pubblico, uscire mai dal debito autogeneratosi.”

Tutto sbagliato. Vi sono almeno sette errori:
1- I titoli di credito vengono classificati per il loro grado di liquidità, la liquidità misura il potere liberatorio del titolo nelle transazioni, 1.000 dollari hanno potere liberatorio in tutte le transazioni di pari ammontare, i bond del valore nominale di 1.000 dollari non hanno lo stesso grado di accettazione nelle medesime transazioni. Scontando il credito il possessore scambia il titolo meno liquido (bond) con un titolo più liquido (la moneta), questo vantaggio è compensato dal costo di remunerazione del servizio (l’interesse) a chi fornisce denaro liquido.
Nel caso specifico di emissione della moneta da parte della banca centrale l’interesse oltre alla funzione di remunerazione dell’attività dell’ente emissore, svolge l’importante ruolo di regolatore della domanda di moneta, in assenza di esso ciascun soggetto si precipiterebbe alla banca centrale a domandare moneta dato l’assenza di onerosità del prestito, invece che richiederla al mercato, con rischio di incremento dell’emissione al di fuori di ogni parametro economico e di svalutazione della moneta stessa.
Pertanto l’interesse non è l’eminenza mostruosa descritta nel filmato finalizzata all’imposizione di una nuova schiavitù, è al contrario la remunerazione di un servizio connaturato nell’economia fin dall’esistenza del credito come qualsiasi prezzo di vendita di bene o di prestazione di servizio e di per se nulla ha a che vedere con l’istituzione della banca centrale.
2- La schiavitù dal punto di vista economico è ravvisabile nell’assenza di atti sinallagmatici, ma in presenza obbligazioni unilaterali, ovvero in un lavoro non susseguito da una remunerazione o da un’altra prestazione dalla controparte, al contrario il filmato pretende di coniare con la parola schiavitù il semplice concetto di remunerazione di un servizio.
3- L’emissione di dollari non è allegata ad alcun pezzo di debito, oltre ad usare un linguaggio sbagliato (un conto è la moneta un conto sono le partite finanziarie poste in contropartita), il filmato fa un errore che costerebbe la bocciatura a qualsiasi studente che abbia fatto matematica attuariale alle superiori. L’interesse è un reddito non ha alcun senso sommarlo al capitale prima di che sia maturato o capitalizzato. Contrattare al tempo 0 un prestito di 100, vuol dire avere al tempo 0 un debito di 100 non di 100 + interessi, gli interessi matureranno al tempo T, quindi sommare gli interessi è sia un errore logico che sostanziale dato che il trascorrere del tempo è requisito indispensabile per lo svolgimento del servizio (il finanziamento). In un’ipotesi astratta di emissione di moneta solo tramite contropartite creditizie avremo la base monetaria sempre equivalente all’ammontare dei titoli di credito presenti in corpo al soggetto emissore.
4- Vi è pertanto difficoltà di capire in base a che motivo l’emissione di moneta dovrebbe aumentare automaticamente e non vi è alcun assioma che stabilisca che l'aumento di base monetaria sia equivalente all'aumento dei debiti totali. Per prima cosa il pagamento degli interessi dal sistema alla banca centrale non comporta alcuna diminuzione di moneta in circolazione poiché viene utilizzata dalla banca stessa per il pagamento delle sue spese o ripartita come utile al tesoro pertanto non viene ritirata dal sistema, inoltre non è un esempio realistico per diversi ordini di motivi. L’ammontare dei debiti nel sistema poco ha a che vedere con la posizione finanziaria della banca centrale nei confronti del sistema monetario stesso, i debiti commerciali per esempio nulla hanno a che vedere con i bond detenuti dalla banca centrale, non si capisce pertanto perché anche in caso di aumento di uno debba aumentare l’altro. La posizione della banca centrale verso il sistema non va regolata con un'unica scadenza pertanto anche con modello semplicistico in cui la moneta in circolazione equivale a 100 e il titolo in possesso della banca centrale a scadenza è uguale a 10 pur con l’aggiunta di interesse il rimborso è matematicamente possibile senza alcuna necessità di creazione di nuova moneta, alla fine del rimborso il credito della banca centrale sarà di 90 e la moneta in circolazione sarà anch’essa 90 (il pagamento d’interesse è un reddito non comporta una diminuzione della massa monetaria). Si può capire pertanto che non esiste alcun motivo per cui l’emissione di moneta con contropartita finanziaria debba determinare altra emissione di moneta.
5- I signoraggisti potrebbero obbiettare (e indirettamente lo fa anche il filmato) con un esempio ancora più stupido: in partenza al tempo 0 quando non esiste moneta la banca centrale crea moneta per 10 la presta e al tempo t+1 chiede 10 più interessi ecco spiegata la truffa della richiesta del denaro inesistente; peccato che questo esempio sia alieno alla realtà. Non esiste alcuna banca centrale che monetizzi debito quando non esiste moneta in circolazione. La prima banca centrale esiste dalla seconda metà del 1600, la moneta esiste da alcuni millenni avanti cristo, a parte questo la banca centrale quando nasce e immette la propria moneta la sostituisce con quella esistente con un processo equivalente a un cambio di valuta (pertanto avendo come contropartita la moneta esistente, l’oro per esempio…), quando viene richiesta dal sistema un aumento di base monetaria a questo punto viene monetizzato il debito.
6- Altra obiezione è che il debito è sempre rimborsabile. Ci sono imprese nel quale il debito è il proprio oggetto sociale (le banche) e pertanto saranno sempre esposte ma a parte questo pure il debito pubblico è teoricamente rimborsabile nel tempo attraverso una serie di surplus fiscali (entrate maggiori di uscite).
7- Questo per arrivare alla chicca finale anche se dovrebbe essere elementare tranne per chi ha subito un lavaggio del cervello, le insolvenze dipendono dall’incapacità del soggetto ad adempiere alle proprie obbligazioni, e non necessariamente sono equivalenti a un aumento di un’esposizione debitoria. Vi sono per esempio indebitamenti contrattati per effettuare investimenti e che non sono di certo una manifestazione di insolvenza. L’errata pianificazione finanziaria, la saturazione del mercato, l’incapacità dell’imprenditore, la mancanza di conoscenza e competitività… sono tutti fattori che portano le imprese peggiori sul lastrico e sono il risultato di scelte economiche reali che portano in dissesto un determinato soggetto (l’impresa) a consumare più di ciò che riesce a produrre, e questo, tradotto in aggregati numerici, sfocia in deficit di bilancio, sottocapitalizzazioni e infine default. Pertanto come un ceto improduttivo che consuma senza creare ricchezza, così le imprese fallite bruciano più risorse di ciò che generano, pertanto rappresentano scompensi economici reali non effetti mistici di qualche ente emissore di moneta prodotte attraverso qualche teoria matematica strampalata.

"Se volete rimanere gli schiavi dei banchieri e pagare i costi della vostra schiavitù, lasciate che continuino a generare i soldi e a controllare il credito della nazione."
- Sir Josiah Stamp (1880-1941) direttore della banca d’Inghilterra
E’ riportata senza fonte, infatti non c’è alcuna conferma che Stamp abbia mai affermato una frase del genere, la stessa wikipedia ammette che dovrebbe averla pronunciata in un colloquio all’università del Texas, per riassumere la provenienza è “l’ha detto mio cugino”.


“Così, J.P. Morgan, a quel tempo considerato pubblicamente un luminare finanziario, sfruttò la sua influenza e fece diffondere voci incontrollate sul fatto che una delle principali banche a New York fosse " insolvente" . Morgan ha saputo che questo avrebbe causato l'isteria totale, che avrebbe interessato altre banche come in effetti successe. Il pubblico, nel timore di perdere i propri depositi, iniziò immediatamente i a prelevarli in massa. Di conseguenza la banche sono state costrette a richiamare i loro prestiti, inducendo i proprietari a vendere i propri beni prodotti e così una spirale dei fallimenti, sequestri di beni e disordine sociale. Collegando fra loro le cose, pochi anni dopo, Fredrik che Allen nel settimanale Life scrisse: " Gli interessi di Morgan hanno preso avuto la meglio nel per precipitare il panico nel guidandolo prespicacemente mentre cresceva."”

E’ sorprendente che già allora esistessero teorie complottiste così idiote da far credere che un grande vecchio schiacciando i pulsanti magici possa far fallire un’intera economia tranne le proprie aziende protette da un “lodo Alfano finanziario” (e non è l’unico fu il quinto crack finanziario dal 1873), c’è da chiedersi in un sistema integrato e disordinato come quello bancario americano in cui le banche nazionali e statali facevano da cassa nei confronti delle banche rurali di periferia oltre che dei clienti se non fosse sorto il dubbio al Sig Morgan che qualora le banche di periferia fossero ridotte sull’astrico non ci potesse essere il rischio che revocassero immediatamente i depositi dalla sua JP Morgan & C. dato che i panici finanziari quando sono diffusi difficilmente fanno selezioni.
In realtà gli economisti concordano che il panico fu causato dal fallimento dei Trust Company ovvero l’anello debole degli intermediari finanziari dato che erano i più esposti come asset alle quotazioni di mercato ed erano caratterizzati da una gestione più imprudente anche a causa di minori vincoli legali. Il crollo dei titoli in borsa a seguito del ribasso dei mercati, rese pertanto vulnerabili e diffuse la sfiducia tra gli investitori e determinò la crisi dei Trust. La data del panico fu il 21 ottobre, il 23 già i principali soggetti finanziari (Morgan, Rockfeller) intervennero come prestatori di ultima istanza per evitare che la situazione precipitasse.

“Ignaro della frode, dopo il panico di 1907 si costituì una commissione d’inchiesta del congresso, presieduta dal senatore Nelson Aldrich, che ha avuto legami intimi ai cartelli di attività bancarie e successivamente entrò a far parte della famiglia del Rockefeller tramite matrimonio. La Commissione Aldrich ha suggerì la creazione di una banca centrale in modo che il panico come quello del 1907 non si verificasse più. Ciò era la scintilla necessaria ai banchieri internazionali per iniziare il loro programma.”
A parte il gossip dato come prova inconfutabile (la frode del 1907 non riconosciuta da alcun economista), le banche centrali erano ormai costituite in gran parte dell’europa e pertanto è prevedibile che a seguito delle continue crisi finanziarie arrivassero proposte analoghe anche negli Usa e già precedentemente sperimentate.


“Nel 1910, una riunione di segreto è stata tenuta sull'isola di Jekyll di proprietà di J.P. Morgan, fuori dal litorale della Georgia. Era là che la legge sulla banca centrale denominata Federal Reserve Act e è stata scritta. Questa legislazione è stata scritta dai banchieri, non legislatori. Questa riunione era così secreta, così nascosta dal governo e dalla conoscenza pubblica, che le 10 personalità che partecipavano, si rivolgevano fra loro utilizzando soltanto i loro nomi di battesimo. Dopo la formulazione, la legge è stata cosegnata al loro rappresentante politico, il senatore Nelson Aldrich, per l’approvazione del congresso. E nel 1913 con il supporto politico dei banchieri, Woodrow Wilson fu eletto presidente, avendo di fatto già acconsentito a firmare la Legge della Federal Reserve in cambio del supporto in campagna elettorale. E due giorni prima di Natale quando la maggior parte del congresso era a casa con le loro famiglie, il Federal Reserve Act fu votato e promulgato dal presidente Wilson.”
Pertanto una legge scritta dai banchieri approvata di fretta e furia senza che il congresso non se ne accorgesse, un atto fatto approvare in gran segreto, una cospirazione perfetta. Allora il filmato dovrebbe spiegarci qualche cosetta:
1- Come mai per esempio l’originale proposta nata dall’isola di Jekyll fu bocciata, infatti il piano Aldrich ha poco a che vedere con il federal reserve act; infatti prevedeva un sistema bancario composto da quindici banche regionali totalmente di proprietà delle banche commerciali locali nel quale gli stessi azionisti eleggevano il board federale competente per la politica monetaria. Il piano fu ostacolato specialmente dai democratici e dal presidente Wilson che era favorevole a un controllo pubblico della politica monetaria. Il Federal Reserve act approvato infatti prevede tuttora 12 distretti regionali di proprietà formale delle banche commerciali ma controllate e dirette da un board federale nominato dal presidente.
2- Come fa poi ad essere segreta e scritta dai banchieri una legge discussa e modificata per 6 mesi nel congresso prima della sua approvazione è un mistero dato che ci fu tutto il tempo necessario affinchè ogni rappresentante del congresso potesse prendere visione e mettere mano alla legge.
3- E perché tirare in piedi la data di approvazione e le eventuali assenze quando il senato approvò la legge con una maggioranza di 43 contro 25, e dei 27 assenti, almeno 1'avevano dichiarato durante il dibattito di essere a favore della legge è un altro mistero che il filmato dovrebbe spiegarci. Si legga questa nota
In sintesi non c’è alcun elemento che possa mettere in dubbio l’elaborazione e l’approvazione da parte del congresso del Federal Reserve Act,

“Anni dopo, il presidente Wilson scrisse, con rammarico: " Sono uno degli uomini più infelici. Io ho inconsapevolmente rovinato il mio paese. La nostra grande nazione industriale è controllata dal suo sistema di credito. Non siamo più un governo della libera opinione, non più il governo degli ideali e del voto della maggioranza, ma il governo dell’opinione e della coercizione di un piccolo gruppo di personaggi dominanti.”
Falso, la frase è un collage di due discorsi diversi reperibili dai resoconti della campagna elettorale del 1912, ovvero un anno prima del Federal Reserve Act, è chiaro che questo non può riferirsi ad alcun rammarico di aver firmato la legge sulla banca centrale, piuttosto si dimostra una maldestra opera di copia e incolla.

“E’ stato fondato un sistema bancario mondiale un superstato controllato dai banchieri internazionali che agiscono congiuntamente per rendere schiavo il mondo a proprio piacimento. La fed ha usurpato il governo”
Luis MC Fadden

Il filmato fa credere che MC Fadden si scandalizzò subito per la creazione della Federal reserve ma in realtà la frase è un collage di pezzi del discorso pronunciato da MC Fadden al congresso e non è immediatamente successivo all’approvazione del FED Act ma è del 1932, e vedremo che non è un dettaglio di poco conto.

“Per esempio, nel periodo tra il 1914 - 1919, la fed ha aumentato la massa monetaria di quasi 100%. Con conseguente espansione dei prestiti alle piccole banche ed al pubblico. Dopodichè nel 1920, la fed richiamò gran parte della massa monetaria prestata, con il risultato che le banche minori dovettero richiamare la gran parte dei prestiti. Come 1907 si determinarono prelievi di massa fallimenti e crolli. Oltre 5400 banche competitive fuori del sistema di riserva federale crollarono, consolidando ulteriormente monopolio ad un piccolo gruppo di banchieri internazionali..”
Vi è un particolare che si chiama prima guerra mondiale in quel periodo che richiese ingenti finanziamenti statali e ruppe di fatto indusse gli stati occidentali alla rottura (anche se momentaneamente) della piena convertibilità con l’oro e pertanto a richiedere maggiori emissioni di moneta per sopperire alle risorse necessarie per le ingenti spese. A ciò occorre aggiungere che l’afflusso di oro dall’inghilterra per compensare le partite commerciali, che portò al raddoppio dell’ammontare di riserve tra il 1914 e il 1917 rende giustificabile la maggiore emissione di moneta. Le correzioni monetarie iniziarono per tutti gli stati negli anni ’20 ed erano necessarie e non discrezionali per non abbandonare la parità con l’oro, le cospirazioni centrano poco sono manovre perfettamente spiegabili per una banca centrale ancora inesperta.

“Così, alcuni mesi prima di ottobre di 1929, J.D. Rockefeller, Bernhard ed altri membri uscirono silenziosamente dal mercato e il 24 ottobre 1929, i finanzieri di New York che hanno fornito i prestiti al margine iniziarono a richiamarli, in blocco. Ciò ha innescato un corsa alle vendite istantanee sul mercato, obbligando tutti alla copertura dei prestiti al margine. Dopodichè iniziarono i prelievi di massa portando al fallimento oltre 16.000 banche e permettendo alla cospirazione dei banchieri internazionali non solo di comprare la banca rivale a prezzi scontati, ma anche di comprare in su le intere società ai pochi dollari. Era il più grande furto nella storia americana. Piuttosto che incrementare l’offerta di moneta per recuperare da questo crollo economico, la fed diminuì l’offerta, facendo perdurare una delle grandi depressioni nella storia.”
Altra barzelletta cospirativa. In realtà il 1929 ha dimezzato le fortune della famiglia rockefeller, dato che può sembrare esagerato ma è verosimile anche paragonato alle esperienze recenti. Per esempio Warrent Buffet (l’uomo più ricco del mondo del 2007) nel 2008 ha visto ridursi di più di un terzo il proprio patrimonio
(perdite ormai già quasi del tutto recuperate grazie ai riallineamenti dei valori di mercato) questo per dire che nei crolli finanziari ci perdono tutti, pertanto sembrano un po’ idioti questi capi cospiratori nell’autoflagellarsi.

“Furioso ancora una volta, il membro del congresso Luis McFadden, un oppositore di lunga data dei cartelli bancari avviò la procedura di impeachment contro il consiglio della Fed, affermando che il crollo e la depressione erano eventi che furono provocati in modo scientifico”
Leggiamolo un po’ il discorso al congresso dell’eroe anticospirazione Louis McFadden
Fu un imbarazzante delirio durato una ventina di minuti evidenziamo qualche perla:

"Mr. Chairman, we have in this Country one of the most corrupt institutions the world has ever known. I refer to the Federal Reserve Board and the Federal Reserve Banks, hereinafter called the Fed. The Fed has cheated the Government of these United States and the people of the United States out of enough money to pay the Nation's debt. The depredations and iniquities of the Fed has cost enough money to pay the National debt several times over.”
Pertanto Mc Fadden afferma che la fed costa più del debito pubblico al governo Americano, ma chi è il beneficiario di questa spesa se non è né il governo né la popolazione usa? Più avanti dice:

“Some people who think that the Federal Reserve Banks United States Government institutions. They are private monopolies which prey upon the people of these United States for the benefit of themselves and their foreign customers; foreign and domestic speculators and swindlers; and rich and predatory money lender. In that dark crew of financial pirates there are those who would cut a man's throat to get a dollar out of his pocket; there are those who send money into states to buy votes to control our legislatures; there are those who maintain International propaganda for the purpose of deceiving us into granting of new concessions which will permit them to cover up their past misdeeds and set again in motion their gigantic train of crime.”
Sono per Mc Fadden monopoli privati che agiscono per clienti stranieri pertanto non americani. Ma chi sono questi stranieri che commettono questi crimini?

“These twelve private credit monopolies were deceitfully and disloyally foisted upon this Country by the bankers who came here from Europe and repaid us our hospitality by undermining our American institutions.”
Pertanto i banchieri internazionali vengono dall’europa… qualche specifica in più?

“Those bankers took money out of this Country to finance Japan in a war against Russia. They created a reign of terror in Russia with our money in order to help that war along. They instigated the separate peace between Germany and Russia, and thus drove a wedge between the allies in World War. They financed Trotsky's passage from New York to Russia so that he might assist in the destruction of the Russian Empire. They fomented and instigated the Russian Revolution, and placed a large fund of American dollars at Trotsky's disposal in one of their branch banks in Sweden so that through him Russian homes might be thoroughly broken up and Russian children flung far and wide from their natural protectors. They have since begun breaking up of American homes and the dispersal of American children. "Mr. Chairman, there should be no partisanship in matters concerning banking and currency affairs in this Country, and I do not speak with any.”
Secondo McFadden I banchieri internazionali sono gli stessi che hanno finanziato la rivoluzione comunista in russia e ora stanno facendo lo stesso con l’America. A chi si riferisce?

Banale la risposta infatti McFadden è un antisemita convinto che il mondo sia dominato da una congiura ebraica mondiale, tanto da leggere i protocolli dei savi di sion nelle sedute del congresso. Si veda anche questa nota
Questo mentre Hilter prendeva il potere in germania.
Pertanto più che accuse di un coraggioso politico antisistema, il discorso di MC Fadden non è altro che un esempio di paranoia razzista, questo è quello che Zeigteist elegge a eroica resistenza.
Falso inoltre il fatto che MC Fadden fosse un oppositore di lunga data dei cartelli bancari lo si evince dalla risposta il senatore Strong del Kansas :
“non ho il tempo per rispondere alle numerose accuse da lei fatte contro la Fed, pongo solo all’attenzione che per 12 anni lei è stato a capo della commissione sul controllo del sistema bancario e monetario del congresso e non si è visto in questo tempo alcun tentativo di rimedio contro questo male di cui ora lei si lamenta. Mi sembra totalmente fuori luogo aspettare quando non si è più capo di questa commissione per poter attaccare la stesse istituzioni che lei doveva aver già controllato.”
Pertanto MC Fadden ha lanciato le sue accuse a crisi avvenuta, anteriormente non ha mai fiatato.



“Non sorprende che dopo 2 precedenti tentativi di assassinio MC Fadden venne avvelenato a un banchetto prima di poter avviare le procedure di impeachment”
Falso MCFadden dopo il discorso ha promosso la procedura di impeachment che è stata bocciata per 361 voti a 8 direi che c’era poco da temere per i banchieri dato che MC Fadden non aveva alcun credito presso il congresso almeno per la proposta anti-fed, invece MC fadden fu ucciso nel 1936 ovvero 3 anni dopo la proposta.
Piuttosto prova che almeno in america il nazismo riescono a soffocarlo sul nascere, ma non è sicuramente un difetto.

“Ora dopo aver ridotto la società a uno squallore i banchieri della federal reserve i banchieri decisero che il sistema aureo doveva essere rimosso.”
Prima il filmato si lamenta che la Fed dopo il 29 non abbia incrementato l’emissione di moneta, ora si lamenta per la voglia di eliminare il sistema aureo. Una logica che può sostenere solo un analfabeta in economia monetaria. Un’espansione di offerta di moneta può prevedere la sospensione della convertibilità in oro come di fatto hanno fatto tutti i paesi occidentali dopo il 1929, ovvero hanno sospeso la convertibilità appena hanno iniziato manovre monetarie espansive, infatti cospicui aumenti dell’offerta di moneta senza corrispondenti aumenti di riserve non possono garantire il mantenimento del sistema aureo e ciò negli usa è iniziato nel 1933. Inoltre la sospensione del sistema aureo è tra i poteri del congresso non della FED.

“Per questo con la scusa di aiutare la fine della depressione arrivò nel 1933 la confisca dell’oro… rubando di fatto quel poco di benessere che è rimasto alla gente e alla fine del 1933 il sistema aureo fu abolito.”
Non fu abolito fu sospeso e l’oro venne cambiato dalle banconote e non lo fece la fed che non può obbligare nessuno a consegnare l’oro ma il fu il presidente Roosvelt.


“Datemi il controllo dell’offerta di moneta di una nazione e non mi interesserà di chi fa le sue leggi”
Amschel Mayer Rothschild
Frase riportata senza fonte, non si sa se Rothschild l’abbia mai pronunciata

“E’ importante capire, che la Fed è una società privata. È federale come lo è la Federal Express. Definisce le proprie politiche ed non è soggetta da nessuna regolazione dal governo degli Stati Uniti. È una banca privata che presta tutta la valuta ad interesse al governo, del tutto simile al modello fraudolento di banca centrale dalla quale il paese ha cercato di fuoriuscire quando ha dichiarato l'indipendenza nella guerra rivoluzionaria americana.”
Falso, i partecipanti al capitale della fed sono privati ma non è una società privata, le politiche monetarie sono definite da funzionari pubblici nominati dal governo, il fatto che siano indipendenti dalla politica del governo al momento di compiere le proprie decisioni è piuttosto una garanzia di separazione tra la politica monetaria dalla politica fiscale, sarebbe come considerare privato il sistema giudiziario perché indipendente nelle proprie decisioni dal potere politico.

Penso che possa bastare per classificare Zeigteist tra i peggiori filmati del complottismo mondiale, un accozzaglia di teorie inventate di sana pianta supportata da citazioni volutamente falsificate o manipolate attraverso copia e incolla al fine di aderire alla dottrina che il filmato propugna, con un costante antisemitismo strisciante sullo sfondo.

sabato 17 aprile 2010

Revisione dei contenuti

Ho intenzione di avviare una revisione dei contenuti di questo blog per smorzare i toni sarcastici e/o denigratori dei sostenitori di idee diverse.
Ovviamente parliamo di idee relative al signoraggio, alla riserva frazionaria e sistema bancario in genere.
Pure essendo io convinto del fatto che queste idee siano sbagliate, volendo aprire un dialogo sulle stesse ai fini di accogliere in maniera adeguata quanti di essi abbiano dei dubbi e vogliano leggere un'opinione diversa senza peraltro essere derisi.
Gli articoli oggetto della revisione saranno prevalentemente le note di debunking.
Accolgo pertanto la critica mossa da alcuni sui toni di derisione / sarcasmo, perseguendo l'obiettivo di fare di questo blog un punto di riferimento per l'informazione sul signoraggio più obiettivo possibile.

Buona lettura.

24/4
L'opera di revisione è terminata. Consigli su ulteriori eventuali passaggi sarcastici da limare sono ben accetti.

domenica 11 aprile 2010

Debito pubblico italiano: nomi, numeri e date da sapere

Pubblico una nota tratta da un ottimo video di Weierstrass, diviso in due parti:
Debito pubblico italiano: nomi, numeri e date da sapere (1)
e
Debito pubblico italiano: nomi, numeri e date da sapere (2)


Spesa e debito pubblico italiano: un po' di informazione


Cos'è il debito pubblico italiano?

E' l'insieme dei debiti contratti dallo Stato italiano nei confronti di tutte le persone e delle imprese che gli hanno prestato del denaro (di solito comprando titoli di stato.

Ma perché lo Stato si indebita?

Perché ogni anno spende più soldi di quanti ne incassa attraverso le entrate tributarie.
Diamo un'occhiata ad una sintesi delle entrate/spese dello stato (pagina 148)


Anno 2005
Entrate statali: 44.2% del PIL (prodotto interno lordo), circa 630 miliardi di euro
Spesa pubblica: 48.5% del PIL, circa 690 miliardi di euro


Anno 2006
Entrate statali: 45.8% del PIL, circa 680 miliardi di euro
Spesa pubblica: 49.2% del PIL, circa 730 miliardi di euro


Anno 2007
Entrate statali: 46.9% del PIL, circa 725 miliardi di euro
Spesa pubblica: 48.4% del PIL, circa 750 miliardi di euro


Anno 2008
Entrate statali: 46.6% del PIL, circa 740miliardi di euro
Spesa pubblica: 49.3% del PIL, circa 780 miliardi di euro

E' evidente che, spendendo ogni anno più denaro di quanto se ne ha a disposizione, c'è un progressivo indebitamento. Ma come vengono spesi tutti questi soldi?
Nel 2007 la spesa complessiva per le regioni, considerando tutti gli enti implicati (Stato, enti previdenziali, comunitari etc.) è stata pari circa a 750 miliardi di euro

Leggiamo la Spesa statale regionalizzata nel 2007, totale e pro-capite (pag. 9 e 11 del documento omonimo della Ragioneria generale dello Stato)


Spesa complessiva (Bilancio Stato, Enti, Fondi) Anno 2007


Vediamo la spesa per abitante di ogni regione.


Le regioni con minor spesa pro-capite sono state il Veneto (7193 euro per abitante), la Campania (7525 euro), la Puglia(7756 euro) e la Lombardia(7840 euro)
Le regioni con maggior spesa pro-capite sono state la Valle d'Aosta (17557 euro), il Trentino Alto Adige (13521 euro), il Friuli Venezia Giulia (11603 euro) e il Lazio (10304 euro).
La media della spesa pubblica regionalizzata per abitante è quindi 8524 euro.
C'è inoltre una componente della spesa pubblica (2076 euro per abitante) che non è "regionalizzabile" ovvero differenziabile tra le varie regioni. La media totale è quindi 10600 euro per abitante.
Nell'analizzare questi dati bisogna tener presente che il costo della vita nelle regioni meridionali è inferiori di circa il 16.5% (stima del 2009 [1]) rispetto a quelle del centro-nord.
Quindi la spesa pro-capite dovrebbe essere inferiore, o perlomeno pari, a quella di Veneto e Lombardia (le regioni meno onerose, nel centro-nord per l'erario pubblico).


In ogni caso non si spiegano i 10364 euro di differenza (ossia il 144% in più) tra un valdostano (17557 euro) ed un veneto(7193 euro), perché il costo della vita dovrebbe essere all'incirca uguale per entrambi.
Nulla ci garantisce che non ci siano sprechi di denaro pubblico anche in Veneto, ma sicuramente ci sono delle regioni che spendono molto di più di quest'ultimo (tra cui anche Liguria, Molise e Sardegna).
Se consideriamo solo la spesa gestita dallo Stato, escludendo la spesa degli enti previdenziali e dei fondi comunitari (che SPERIAMO siano meno esposti sprechi e corruzione), notiamo che le regioni con più spesa pro-capite sono Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Molise, Sardegna, Lazio e Sicilia: tutte queste spendono ALMENO il 55% in più del Veneto.
Guarda caso, fatta eccezione per Molise e Lazio, queste regioni sono quelle a statuto speciale. Ovvero: hanno una maggiore autonomia amministrativa.
Siccome ogni regione non è tenuta a spendere in base alle proprie entrate fiscali, e siccome le regioni a statuto speciale decidono da se come spendere i soldi pubblici, ecco che ne spendono più delle regioni ordinarie.

Ma non sono solo quest'ultime a spendere troppo: anche in Campania e Calabria (per esempio) si spende circa il 33% in più del Veneto.

Dove vanno a finire tutti questi soldi?

Sarà un caso che il Corruption Perception Index classifichi l'Italia al 63mo posto, al pari dell'Arabia Saudita e sotto a Turchia, Cuba e Namibia?
Per inciso, gli USA sono al 19mo posto.

Se ogni regione avesse speso, pro-capite, quanto in Veneto, si sarebbero spesi 180 miliardi anziché 235. Si sarebbero risparmiati 55 miliardi di Euro.
Non ci sarebbe stato il deficit di 25 miliardi, che invece c'è stato, e si sarebbero potuti utilizzare i 30 miliardi rimanenti per diminuire il debito pubblico o le tasse.
E' evidente che è la politica la causa del debito pubblico. I politici sprecano denaro pubblico. L'elevato debito pubblico oggi esistente è il frutto dei deficit statali del passato.

Prima della crisi economica, il rapporto debito pubblico / PIL ammontava al 103.5% (dati 2007).
poiché il PIL cresce ogni anno, il deficit statale spesso non si traduce in un aumento percentuale del debito.
Anzi: se il PIL cresce più del debito, allora diminuisce il rapporto debito/PIL. Questo significa che in passato il governo non solo si è indebitato, ma ha speso più di quanto cresceva l'economia del paese.

Chi è stato dunque ad indebitare il paese?


Osserviamo l'andamento della spesa pubblica negli anni dal 1960 al 1995

Si è passati dal 26.2% del PIL nel 1960 al 52.9% nel 1993. Nel 2007, la spesa pubblica ammontava al 48.4% del PIL.

Mentre aumentava la spesa, non aumentavano di pari grado le entrate fiscali: nel 1988 le entrate si attestavano al 40.2% del PIL contro una spesa pari al 50.9%.
Tutto ciò è ben spiegabile: i governi che si sono susseguiti dagli anni 70 in poi hanno aumentato la "spesa sociale" in maniera vertiginosa al fine di riscuotere maggiore consenso elettorale.
Sempre allo stesso fine, si sono ben guardati dal tassare i cittadini proporzionalmente alla spesa statale: se l'avessero fatto, la gente si sarebbe resa conto del costo di tali politiche "assistenzialiste".

Vediamo un po' di dati relative alle entrate e alle spese tra il 1988 e il 1997. Notiamo che il deficit di fine anni 80 era al 10% del PIL, mentre a fine anni 90 era meno del 3%.

Deficit negli anni dal 1988 al 1997 (pag. 157 del bilancio della Banca d' Italia 1997):


Vediamo ora l'andamento del debito italiano, in rapporto al PIL, negli anni dall'unità d'Italia in poi.

Debito italiano in rapporto al PIL dall' unità agli anni 2000
(pag. 20 del documento "Il debito pubblico italiano dallUnità a oggi. Una ricostruzione della serie storica" della Banca d' Italia):


Si nota che dalla metà degli anni 60 ai primi anni 90 il rapporto debito/PIL aumenta pressoché continuamente. Il debito è passato dal 30% al 120% del PIL. L'aumento del debito rispetto al PIL ha un'immediata conseguenza: l'aumento della spesa per interessi.
Ogni titolo di debito che lo Stato cede ai cittadini in cambio di denaro comporta l'impegno dello Stato a restituire nel futuro quella stessa somma di denaro con, in aggiunta, degli interessi.
E' infatti normale che, qualora in cittadino si privi della possibilità di investire i propri soldi e li dia invece allo Stato, egli voglia ottenerne un qualche guadagno. Gli interessi, per l'appunto.
Se inoltre lo Stato ha bisogno di molti soldi, e quindi di "vendere" molti più titoli di debito, allora aumenta il tasso di interesse che è disposto a pagare, così da invogliarne l'"acquisto".

Legge della domanda e dell'offerta

In sostanza, lo Stato italiano si è indebitato troppo, e nel farlo ha causato un aumento vertiginoso della spesa per interessi. Cosa che, assieme al mancato taglio delle altre spese, ha prodotto ulteriore indebitamento.
Il rapporto massimo tra debito pubblico e PIL è stato raggiunto nel 1994: 124.3%

Chi era al governo negli anni del boom del debito?

A.Moro, G.Leone, M.Rumor, E.Colombo, G.Andreotti, F.Cossiga, A.Forlani, G.Spadolini, A.Fanfani, B.Craxi, G.Goria, C.De Mita, G.Amato e C.A. Ciampi.
Tutti governi della Democrazia Cristiana o dei suoi alleati, spesso con l'appoggio di PSDI, PLI, PRI e PSI.
Da notare che, durante i due governi Craxi, il debito pubblico è passato (circa) dal 70%(1983) al 90% (1987) del PIL.
Da notare che, dal '91 al '94 il debito è passato (circa) dal 100% al 120% del PIL "grazie" ad Andreotti, Amato e Ciampi.
Sarebbe però "scorretto" attribuire la colpa solo a questi ultimi. Durante gli anni 70 i governi italiani alimentavano l'inflazione, dettando la politica monetaria alla banca centrale.
Quest'ultima era obbligata a comprare i titoli di debito pubblico che lo Stato no riusciva a vendere ai privati, e lo poteva fare solo stampando nuova moneta.
Aumentando notevolmente la quantità di moneta in circolazione, ne diminuiva il valore.
Equazione quantitativa degli scambi.

Si raggiunse così un tasso di inflazione annua del 25% circa. Se un oggetto costava 100£, l'anno dopo ne costava 125. Ma, aumentando i prezzi (in lire), aumentavano anche il PIL e le entrate fiscali (in lire). Aumentando il PIL, diminuiva il rapporto debito/PIL. Quindi il governo poteva spendere senza preoccuparsi del debito. Nel frattempo, i risparmi e gli stipendi dei cittadini venivano erosi dall'inflazione.
Non erano quindi meno ladri i governi precedenti a Craxi, ma solo più furbi. L'inflazione permetteva al governo di indebitarsi a spese dei cittadini e senza che questi sapessero di chi fosse la colpa.


Vediamo la serie storica dell'inflazione italiana dal 1970 al 1990. Notiamo che nei '70 c'è un notevole incremento, mentre dal 1981 (a poco più di metà del grafico) inizia a calare costantemente.


Serie storica dell' inflazione italiana dal '70 al '90
(elaborazione WWW.RIVALUTA.IT su dati ISTAT):


Nel 1981 infatti, la Banca d'Italia è stata esonerata dall'obbligo di comprare i Titoli di Stato invenduti. Ciò ha portato ad una notevole diminuzione dell'inflazione con beneficio dei cittadini.
Non è un caso se l'Unione Europea vieta alle banche centrali di comprare titoli di Stato all'emissione. E' consentito farlo solo dopo che un privato (cittadino o azienda) li abbia già comprati.
Ma lo Stato italiano, non volendo tagliare gli sprechi e diminuire la spesa pubblica, continuò ad emettere titoli di debito ad alto interesse, indebitandosi sempre di più (poiché l'inflazione diminuiva).

Proprio come hanno fatto Craxi e Andreotti

L'ereditò che hanno lasciato questi politici pesa ancora oggi su di noi, nonostante i governi precedenti alla crisi di fine 2007 abbiano aumentato (molto) le tasse e diminuito (di poco) la spesa pubblica.
Come abbiamo visto però, ci sono notevoli incongruenze nella spesa pubblica odierna.
Pur avendo ridotto il debito dal 124.3% (1994) al 103.8% (2004) del PIL, ogni governo continua ad avere deficit di bilancio. La spesa per interessi continua ad essere circa il 10% della spesa pubblica.

Inoltre, l'attuale crisi economica ha portato ad una diminuzione del PIL e ad un incremento della spesa pubblica per sostenere disoccupati e imprese in difficoltà. Il debito è così tornato al 116% del PIL.

Ognuno tragga le sue conclusioni



[1]
Costo della vita al sud rispetto al centro-nord (pag. 13 del documento "Le differenze nel livello dei prezzi al consumo tra Nord e Sud" della Banca d' Italia)
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/econo/quest_ecofin_2/QF_49/QEF_49.pdf

domenica 4 aprile 2010

Il signoraggio di Willem Buiter

 Circola di recente, supportata da diverse blog e siti di (dis)informazione sul web, una nuova bufala, fresca fresca.

Si tratta di una interpretazione al quanto strana su di un articolo di Willem Buiter, scritto nell'aprile 2007, che alcuni sedicenti "studiosi" del sistema monetario hanno pescato chissà come.
L'articolo lo potete scaricare da questo indirizzo.

Sembra che questo documento abbia assunto un'estrema importanza per queste persone, a tal punto dall'avere prontamente indetto una petizione per trarre vantaggio dalle clamorose verità ora messe in luce da questo Buiter, ad esempio leggendo da un blog, cito
Signoraggio: avevamo ragione noi. Willem Buiter, della London School of Economics, la più importante ed influente scuola di economia al mondo, nel 2007 ha pubblicato un documento rivelatore:..
Ma cosa dice questo eccezionale documento? Scommetto che non state più nella pelle e volete saperlo anche voi!
Allora non perdiamo altro tempo e leggiamo la frase messa in evidenza da questi novelli economisti.
Alla pagina 22 di tale documento è scritto, testualmente:

The solvency constraint of the Central Bank only requires that the present discounted value of its net non-monetary liabilities be non-positive in the long run. Its monetary liabilities are liabilities only in name, as they are irredeemable: the holder of base money cannot insist at any time on the redemption of a given amount of base money into anything else other than the same amount of itself (base money).

Siete rimasti delusi? mi spiace.. beh, proviamo a tradurre insieme quanto appena riportato, verifica che senz'altro molti firmatari di quella petizione non avranno fatto.


Il vincolo di solvibilità della Banca Centrale richiede solo che il valore attuale scontato delle passività nette non monetarie sia non positivo nel lungo termine. Le sue passività monetarie sono passività solo nel nome, in quanto non sono convertibili: il detentore della base monetaria non può pretendere in qualsiasi momento la conversione di una parte di base monetaria in qualsiasi altra cosa se non nella stessa base monetaria

Ossia in pratica dice qualcosa nota ormai da decine di anni: il sistema monetario attuale non è basato sulla convertibilità aurea o in altri beni. Ma solo sul corso forzoso.
Il corso forzoso d'altro canto, rende possibile "convertire" la propria moneta in qualsiasi bene o metallo semplicemente andando dall'orefice, che sarà obbligato per legge ad effettuare la conversione (e ne sarà ben lieto) cambiando moneta con oro.


Ma allora come nasce tutto questo entusiasmo di questi signori?
Loro l'hanno interpretata in modo alquanto singolare! Cito le conclusioni a cui sono arrivati:
Ovvero, che è pretestuoso mettere al passivo (falso passivo) la massa monetaria perché la banca non la restituirà MAI
In sostanza hanno inteso che il l'utile proveniente dal signoraggio non siano solo i frutti derivanti dall'emissione ma l'emissione stessa! Ma dove l'hanno letto poi?
In conclusione, siamo di fronte all'ennesima opera di mistificazione della realtà tipica dei signoraggisti.

sabato 3 aprile 2010

Signoraggio: video educativi

Riporto alcuni video esplicativi sul signoraggio e argomenti correlati, fatti da persone competenti. In particolare Weierstrass88 mi ha autorizzato a trarre delle note da questi video, cosa che intendo fare appena possibile.

Tutti i motivi per cui il cosiddetto signoraggio è una bufala
http://www.youtube.com/watch?v=ZCW0APlsWvU&playnext_from=TL&videos=pZPx3paI5A0


Altra bufala del cosiddetto "signoraggio bancario": la riserva frazionaria

http://www.youtube.com/watch?v=gvN4L7trdUU&playnext_from=TL&videos=czgngwSo5mM



Altra bufala del cosiddetto "signoraggio bancario": gli interessi "inesistenti"

http://www.youtube.com/watch?v=S25mC3m3hsc&playnext_from=TL&videos=l861cb8BrMw


Debito pubblico italiano: nomi, numeri e date da sapere (prima parte).

http://www.youtube.com/watch?v=eHroJym_PDQ&playnext_from=TL&videos=AzZPBNUxwIY


Debito pubblico italiano: nomi, numeri e date da sapere (seconda parte).

http://www.youtube.com/watch?v=f0N8aAaQJRU&playnext_from=TL&videos=B263GPPHWlQ


Debito pubblico e signoraggio bancario per paradossi