domenica 1 agosto 2010

Capitale sociale di bankitalia e riserve


Mi è stato chiesto, in questi giorni, del motivo per cui dei privati debbano godere dei frutti delle riserve di bankitalia.

Infatti, come abbiamo già visto in precedenza, ai partecipanti di bankitalia sono distribuiti, ogni anno, massimo 15600 euro più lo 0,5 % delle riserve.
Quest'ultima voce è attribuita dall'art.40 dello Statuto di bankitalia:

ART. 40
Le riserve sono impiegate nei modi e nelle forme stabilite dal Consiglio superiore. I frutti relativi agli investimenti delle riserve sono destinati in aumento delle medesime.
Dai frutti annualmente percepiti sugli investimenti delle riserve, può essere, su proposta del Consiglio superiore e con l’approvazione dell’assemblea ordinaria, prelevata e distribuita ai partecipanti, in aggiunta a quanto previsto dall’art. 39, una somma non superiore al 4% dell’importo delle riserve medesime, quali risultano dal bilancio dell’esercizio precedente.

In realtà ogni anno è distribuito lo 0.5%, come si può evincere da un qualsiasi bilancio.
Ma perché ai partecipanti deve andare questa quota?

La prima spiegaziona logica è che abbiano versato loro inizialmente il capitale iniziale.
Da un documento del 1865 (art.21) si evince che i partecipanti hanno versato in tale data (70 milioni di lire subito e 30 milioni successivi) 100 milioni di lire, con 100 mila azioni da mille lire l'una.
Non è difficile immaginare che per l'epoca 100 milioni fossero una cifra considerevole.
Attualmente il capitale sociale di Bankitalia è di 156 mila euro in quote da 0.52 euro l'una (l'equivalente delle 1000 lire originali).
Quindi oggi le azioni sono 156000 / 0.52 = 300 mila. Evidentemente nel tempo sono state emesse nuove azioni.
Sarebbe interessante capire il valore attuale dei 100 milioni di lire del 1865 e come si rapporta al valore delle riserve di bankitalia. Queste, orientativamente, visto che lo 0.5% delle stesse è pari a 58 milioni di euro, dovrebbero ammontare a circa 58 milioni*200 = 11,6 miliardi di euro, ossia circa 22 mila miliardi di lire.

Creo questo articolo per chiedere a voi lettori ulteriori notizie o qualsivoglia informazioni sull'argomento, e lo modificherò man mano ne perverranno.


Aggiornamento 4/8/2010
Da un documento dell'Istat si evince che 100 milioni del 1865 equivarrebbero nel 2006 a circa 811 miliardi di lire, ovvero a circa 419 milioni di euro.
Dato che in realtà al giorno d'oggi per le quote non sono più 100 mila ma 300 mila, possiamo approssimare moltiplicando per 3 questo valore, arrivando a circa 1 miliardo e 200 mila euro.

Stando così le cose, i "frutti" accumulati sulle riserve avrebbero fatto si che queste riserve si siano decuplicate. Questo ovviamente in base alla gestione che ne è stata fatta.
Sarebbe interessante capire se OGGI c'è qualche articolo che stabilisce quanto delle riserve appartiene ai partecipanti privati.
Rimango in attesa di notizie..