La stampante in mano ai populisti

La stampante in mano ai populisti

Quando nel sovranissimo Venezuela si insediò  il presidente Maduro, non mancò di promettere a tutti i lavoratori, pubblici e privati, un aumento del 30% degli stipendi. 
E come intendeva attuare la promessa? semplice, con una firma. Magicamente, gli imprenditori dovevano pagare di più i dipendenti, a prescindere dalla loro produttività o posizione, mentre per pagare i dipendenti pubblici sarebbe bastato stampare i soldi.
La mistica ricetta tanto amata dai signoraggisti insomma.
E cosa succede se i prezzi salgono troppo? la tanto temuta inflazione? semplice, Maduro ha imposto dei prezzi per  una quantità di beni sempre crescente.

I risultati ottenuti

Le aziende che non potevano permettersi di far pagare troppo poco la merce, hanno smesso di produrla oppure si sono spostate all'estero. Quindi quei beni sono praticamente spariti dalla circolazione. L'inflazione, nonostante i prezzi imposti, nel 2016 è vista al 720% e nel 2017 è prevista al 2200%
In numerose aree del paese manca il cibo, ci sono frequenti interruzioni dell'erogazione elettrica, molta gente salta i pasti perché non riesce a reperire i generi alimentari.
Gli ospedali devono rimandare le operazioni chirurgiche per via dei blackout.
Il virus Zika si sta diffondendo a macchia d'olio per via delle scarse condizioni igieniche e per la mancanza di medicinali.
La criminalità sta aumentando spaventosamente, si susseguono rapine e assalti ai negozi.
Due soli giorni lavorativi per i dipendenti pubblici al fine di risparmiare energia elettrica.
Altre soluzioni adottate ? le donne non devono asciugare i capelli col phone  e amenità simili.

L'intero Stato è al collasso, le industrie non possono produrre perché non hanno i mezzi per procurarsi le materie prime, e tuttavia il leader minaccia di sequestrare le fabbriche che si rifiutano di produrre (e vendere ai prezzi da lui indicati).
I laboratori delle Università e delle scuole saccheggiate, alunni che lasciano gli studi per andare a chiedere cibo all'uscita dai supermercati.

Il Venezuela non ha più nemmeno i soldi per pagare le tipografie che le stampano il denaro.
Dalle fabbriche gli operai portano depredano quel che possono, persino la carta igienica.

Com'era la storia che "siamo noi a dare il valore al denaro" tanto propagandata dai signoraggisti?
E quella che "basta stampare il denaro e darlo alla ggente"?

Conclusione

Purtroppo al peggio non c'è mai fine e nonostante l'opposizione detenga ormai la maggioranza in un parlamento svuotato dalle sue funzioni, con Maduro che continua ad attribuire le responsabilità dei problemi del paese a fantomatici complotti, non c'è da sperare che la situazioni migliori.
L'unico finale che si può presagire in questa tragica storia è purtroppo una rivoluzione violenta per non morire di inedia.


Commenti

  1. Vedo con piacere che è stato pubblicato dopo tantissimo tempo un nuovo pezzo, spero di leggerne altri e complimenti per l'ottimo lavoro svolto!

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  2. Ciao,Da poco mi sono avvicinato a questo blog, non grandi competenze in ambito economico ( facendo il muratore) però mi piace sapere un minimo di un argomento prima di trattarlo. Reputo i signoraggisti degli ignoranti totali in materia, gente che per moda si mette a parlar di economia dopo aver seguito un video su youtube, perché ora va di moda fare gli informati e parlar di politica economica, come ieri parlavano di tatuaggi perché va di moda quello.... Scusa lo sfogo ma detesto l ignoranza voluta e ostentata come sapienza di questa gente. Detto questo se e possibile vorrei fare due domande, proprio per capire bene l ambito... Mi piace leggere qualche testo del economista Friedman e von hayek, inoltre sporadicamente bazzico su qualche pagina libertaria.. Ora penso che nel sistema europeo concepito come ora , la BCE e il rapporto con i singoli stati sia il migliore possibile in un contesto in cui l entità pubblica controlla l emissione del denaro, ora : sarebbe possibile un sistema nel quale l entità pubblica fosse privata di tale monopolio???? Ovvero che fosse il libero mercato a stabilire criteri di riferimento di eventuali valute o beni di riferimento!!!! Questa e mera utopia o sarebbe uno scenario possibile??? Grazie. Spero di essermi spiegato bene.

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    1. La moneta è accettata da tutti perché c'è un ente che li obbliga a farlo. Se ognuno stampasse la sua moneta nessuno avrebbe certezza che questa sarebbe poi accettata al momento della spesa.
      Per gestire la moneta ci vogliono inoltre risorse, ed è bene che a farlo sia un organismo che non possa facilmente fallire. Se l'emittente (privato) della moneta fallisse, tutti i possessori di quella moneta rimarrebbero con un pugno di mosche. E questo è un altro motivo per cui non può farlo un privato. Inoltre potrebbe lucrarci, e questo è un altro motivo per cui nessuno si fiderebbe.
      Se le cose funzionano come sono ora ci sono quindi validissimi motivi.

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    2. La moneta è accettata da tutti perché c'è un ente che li obbliga a farlo. Se ognuno stampasse la sua moneta nessuno avrebbe certezza che questa sarebbe poi accettata al momento della spesa.
      Per gestire la moneta ci vogliono inoltre risorse, ed è bene che a farlo sia un organismo che non possa facilmente fallire. Se l'emittente (privato) della moneta fallisse, tutti i possessori di quella moneta rimarrebbero con un pugno di mosche. E questo è un altro motivo per cui non può farlo un privato. Inoltre potrebbe lucrarci, e questo è un altro motivo per cui nessuno si fiderebbe.
      Se le cose funzionano come sono ora ci sono quindi validissimi motivi.

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    3. Buon giorno. Io credo che non sia la politica monetaria di oggi il problema... Anzi credo che ci abbia salvati. Il togliere allo stato il controllo diretto del emissione monetaria e stata una cosa più che giusta. Il problema e che la banca centrale e sempre un organismo che dipende dalla politica( stati membri attraverso loro banche centrali). La politica e volubile, domani paradossalmente la politica monetaria di oggi può essere ritenuta sbagliata , può essere stravolta e tutti subirebbero le conseguenze di una politica scellerata ed incapace ( il tuo articolo sopra e una giusta testimonianza) a quel punto il singolo individuo subirebbe le conseguenze di una maggioranza molto relativa che gliele impone danneggiandolo. Ergo il problema e a monte, il problema e lo stato come ente di natura collettiva che ti OBBLIGA.

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    4. Per fortuna la banca centrale ha si dei legami con la politica ma non tanto forti da cambiarne gli obiettivi, che sono molto pochi, tra cui un prefissato tasso di inflazione (intorno al 2%).
      Alcuni criticano questa struttura dicendo che la banca centrale dovrebbe occuparsi anche di altro, ma sbagliano perché si ricadrebbe in un conflitto di interessi tra i vari obiettivi.
      D'altra parte per fortuna la banca centrale è gestita da tecnici e non dai tanti politici ignoranti e populisti che ogni giorno riempiono il web con le loro farneticazioni.
      Per il momento a me sembra che le cose procedano bene, quando il sistema dovesse cambiare sarò certamente in prima linea a criticarlo.

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    5. Buongiorno e complimenti per il BLOG.
      Un distillato di conoscenza.
      Ormai internet è un ammasso di bufale.

      Credo che le CRIPTOVALUTE nel futuro possano dar un bel aiuto a creare una MONETA piu sana e onesta.

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  3. Ciao. Complimenti per il blog, grazie a te ho compreso meccanismi di macroeconomia che potevo a mala pena intuire... I signoraggisti sono degli ignoranti che parlano di economia per moda. E visto che come ogni moda e passeggera non perdono tempo ad informarsi veramente sulle stronzate che dicono. Detto questo visto che non ho le conoscienze per capire certi ragionamenti anche teorici avrei voluto farti una domanda: premetto che secondo me la gestione della politica monetaria europea e la migliore possibile in questo contesto ( parlo proprio a livello strutturale), sarebbe possibile un sistema in cui l entità pubblica con la sua emanazione ovvero banca centrale venisse privata del monopolio della produzione monetaria???? Ma tale fosse esercitato dal libero mercato???? In sostanza le tesi libertarie sono prettamente utopiche e scientificamente sbagliate o potenzialmente realizzabili???? Grazie. Spero di essermi spiegato bene

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  4. Buona sera. Analizzeresti alcuni articoli che ho trovato su pagine libertarie??? Ti posso postare qui i link??? Perché a volte sono un po confuso. Grazie

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  5. Ciao Giorgio, purtroppo non ho più tanto tempo da dedicare ai debunk, ma sul tema già ce ne sono.
    Se vai sulla pagina di facebook è possibile che ti risponda MM ma non ti prometto nulla.

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  6. OK ci andrò grazie. Mi potresti segnalare sul tema dove già ce ne sono???? Grazie.

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    1. Grazie a te, e la domanda è tutt'altro che ingenua: è una delle questioni più serie della teoria monetaria, con una letteratura enorme alle spalle. Ti rispondo subito con la conclusione, poi la argomento: no, non sono tesi utopiche né "scientificamente sbagliate". Sono tesi rispettabili, con teoria seria e casi storici veri alle spalle. Hanno però tre problemi che nessuno ha mai risolto davvero. Ti spiego quali.

      Prima però due chiarimenti che ti risparmiano un sacco di confusione.

      Il primo: il monopolio pubblico è molto più stretto di quanto sembri. Lo Stato ha il monopolio sulla base monetaria — banconote e riserve presso la banca centrale. Ma la stragrande maggioranza della moneta che usi tutti i giorni non è quella: è moneta bancaria, cioè depositi, ed è già emessa da soggetti privati e in concorrenza tra loro. Quando paghi col bancomat non stai muovendo euro della BCE, stai trasferendo un credito verso una banca privata. Un pezzo di "produzione privata di moneta" esiste già, ed è la parte più grande. Il dibattito libertario riguarda quindi il gradino sotto: chi produce l'unità di conto e l'attivo di regolamento finale.

      Il secondo, e ti tornerà utile ogni volta che leggi qualcosa in giro: la critica libertaria e quella signoraggista sono opposte, non alleate. I signoraggisti vogliono la stampante in mano allo Stato. Hayek voleva togliergliela del tutto, perché riteneva che fosse esattamente il monopolio statale ad aver prodotto un secolo di inflazione. Sono due posizioni agli antipodi che si somigliano solo nello slogan «via il potere alla banca centrale». Se le confondi non capisci più niente di quello che leggi.

      Il testo di riferimento è Denationalisation of Money di Hayek (1976): emittenti privati che mettono in circolazione monete concorrenti, e gli utenti che scelgono quella che mantiene meglio il potere d'acquisto. La disciplina non viene da uno statuto, ma dalla concorrenza. Prima di lui, Vera Smith — sua allieva — aveva scritto The Rationale of Central Banking (1936), che sostiene che la banca centrale non è affatto un esito naturale del mercato ma una creatura politica. Dopo di lui la "free banking school": Lawrence White, George Selgin.

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    2. Il punto importante è che non è un esperimento mentale: è già successo. E questa è la parte che va conosciuta bene, perché è dove la discussione si fa seria.

      Scozia, dal 1716 al 1845. Nessuna banca centrale. Più banche in concorrenza, ciascuna emetteva le proprie banconote, convertibili in oro a richiesta. Gli azionisti rispondevano con responsabilità illimitata — cioè rischiavano il patrimonio personale — e le banche si scambiavano quotidianamente le banconote altrui in una stanza di compensazione, presentandole all'incasso: bastava che una banca emettesse troppo perché le rivali le si presentassero alla porta a chiedere l'oro. Un meccanismo disciplinare automatico e piuttosto efficace. Fallimenti pochi, perdite per i portatori modeste. È il caso migliore che i free bankers possano citare, e va riconosciuto che è un caso solido.

      Canada, fino al 1935. Nessuna banca centrale fino al 1934, banconote emesse dalle banche private. E qui c'è il dato che dovresti tenere a mente, perché è imbarazzante per la posizione ortodossa: durante la Grande Depressione in Canada non fallì nemmeno una banca. Negli Stati Uniti, che la banca centrale ce l'avevano dal 1913, ne fallirono circa novemila. Non è un dettaglio: è la prova che "senza banca centrale = caos" è una scemenza.

      Stati Uniti, 1837-1863, la "free banking era". Questa è la storia che si cita sempre come disastro: il wildcat banking, banconote scambiate a sconti diversi a seconda dell'emittente e della distanza, pubblicazioni periodiche che elencavano le quotazioni delle varie banconote. Un incubo per chi doveva farci la spesa. Ma attenzione, perché la ricerca moderna — Rolnick e Weber della Fed di Minneapolis — ha mostrato che la maggior parte di quei fallimenti non fu colpa del mercato libero: le leggi statali obbligavano le banche a garantire le banconote con titoli di Stato locali, e quando quei titoli crollavano di prezzo la banca saltava. Il fallimento fu di un vincolo regolamentare mal progettato, non della concorrenza. Chi cita gli USA come prova definitiva contro il free banking di solito questa parte non la conosce.

      Riassumendo onestamente: il free banking ha funzionato dove c'erano compensazione efficiente, responsabilità patrimoniale dei proprietari e convertibilità in una merce. Ha fallito dove lo Stato aveva imposto vincoli sbagliati. Non è la caricatura che si racconta da nessuna delle due parti.

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    3. Veniamo ai tre problemi veri. Sono questi che, secondo me, rendono la proposta radicale difficilmente praticabile — e nota che il primo l'ha sollevato Friedman, che tu leggi, contro Hayek.

      Primo: la moneta tende naturalmente al monopolio, e la concorrenza non lo impedisce. La moneta è il caso estremo di bene la cui utilità cresce con il numero di persone che lo usano: una moneta che accettano in tre non ti serve a niente, per bella che sia. Quindi la concorrenza tra monete non converge alla moneta migliore, converge a una moneta — e a quel punto hai comunque un monopolio, solo che è privato e non deve rendere conto a nessun elettore. Friedman e Anna Schwartz si sono occupati esplicitamente della proposta e sono rimasti scettici proprio per questo. E guarda che la storia lo conferma: in Scozia e in Canada le banche non emettevano monete diverse in concorrenza tra loro. Emettevano tutte titoli denominati nella stessa unità — la sterlina, il dollaro — convertibili nella stessa base. Era concorrenza tra emittenti di crediti sulla stessa moneta, non tra monete. È una cosa molto più modesta di quella che proponeva Hayek, ed è l'unica versione che sia mai stata verificata sul campo.

      Secondo: le corse agli sportelli e il prestatore di ultima istanza. Diamond e Dybvig hanno dimostrato nel 1983 una cosa sgradevole: in un sistema a riserva frazionaria la corsa agli sportelli è un equilibrio possibile anche se la banca è perfettamente sana. Basta che ciascuno creda che gli altri corrano allo sportello, e conviene correrci per primi. Non serve che nessuno si sbagli sui fondamentali: si autoavvera. Contro questo serve qualcuno capace di prestare senza limiti nel panico. I sistemi liberi una risposta l'avevano trovata: le stanze di compensazione americane, nelle crisi del 1873, 1893 e 1907, emettevano certificati di prestito che funzionavano di fatto come moneta d'emergenza. Ma nota cosa stavano diventando: una banca centrale privata. Nel 1907 il panico fu fermato da J.P. Morgan che riuniva i banchieri in casa propria — e proprio da lì nacque la Federal Reserve nel 1913. È l'osservazione centrale di Vera Smith, rovesciata: i sistemi senza banca centrale tendono a generarsene una da soli.

      Terzo, e il più difficile: l'ancora. Il free banking storico ha funzionato perché le banconote erano convertibili in oro. Toglila, e la "concorrenza sulla stabilità del potere d'acquisto" deve reggersi sulla sola reputazione — e non lo sappiamo fare, nessuno l'ha mai provato. Ma rimettila, e ti riporti in casa i problemi del gold standard: la quantità di moneta decisa dalla produzione delle miniere, deflazione cronica se l'economia cresce più in fretta dello stock d'oro, e nessuna possibilità di reagire agli shock. Eichengreen in Golden Fetters ha documentato come il gold standard abbia trasmesso e amplificato la crisi del 1929: i paesi che lo abbandonarono prima si ripresero prima. È il tuo articolo qui sopra visto allo specchio — stampare troppo distrugge un paese, ma un'ancora rigida lo strangola in un altro modo.

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    4. E adesso la parte più interessante, che nel 2016 non potevamo ancora valutare: l'esperimento è in corso da quindici anni, sotto i nostri occhi.

      Bitcoin e le migliaia di criptovalute che l'hanno seguito sono letteralmente la proposta di Hayek realizzata: moneta privata, non statale, in concorrenza, con una regola di emissione rigida e nessuna banca centrale. Meglio di così un test non si poteva chiedere. Cosa è successo?

      Non sono diventate moneta. Sono diventate attività speculative. E il motivo è esattamente il terzo problema di cui sopra: sono troppo volatili per fare da unità di conto. Nessuno fissa il prezzo del pane in bitcoin, perché domani vale il 15% in più o in meno. Una moneta che non può misurare i prezzi non è una moneta: è un asset.

      Le uniche cripto che vengono davvero usate per pagare sono le stablecoin — e guarda com'è che funzionano: si ancorano al dollaro. Cioè alla moneta statale che avrebbero dovuto sostituire. E quelle che hanno provato a fare a meno dell'ancora, tenendosi stabili con un algoritmo, sono crollate: nel maggio 2022 Terra/UST è evaporata in tre giorni portandosi via decine di miliardi. Terzo problema, di nuovo, senza soluzione.

      Aggiungi El Salvador, che nel 2021 ha adottato il bitcoin come moneta a corso legale con un decreto: l'uso reale per i pagamenti è rimasto marginale, e la legge è stata poi ridimensionata rendendo l'accettazione facoltativa. Un caso di scuola.

      Quindi la mia risposta alla tua domanda.

      Non è utopia e non è pseudoscienza. La concorrenza tra emittenti di titoli su una stessa moneta ancorata è realizzabile: è già stata realizzata, in Scozia e in Canada, e ha funzionato meglio di quanto la vulgata racconti. Chiunque ti dica che senza banca centrale c'è il caos non conosce il Canada degli anni Trenta.

      Ma la versione veramente radicale — monete concorrenti, unità di conto diverse, nessuna ancora — non è mai stata realizzata da nessuna parte, ha buone ragioni teoriche per essere instabile, e i quindici anni di cripto finora le hanno dato torto piuttosto che ragione.

      E ti lascio una cosa da tenere a mente, visto che leggi Friedman: la sua conclusione non era privatizzare la moneta, era togliere la discrezionalità a chi la gestisce. La sua proposta storica era una regola fissa di crescita della quantità di moneta, applicata meccanicamente. Regole invece che uomini, non mercato invece che Stato. È una posizione diversa e molto più praticabile — ed è, guarda caso, esattamente la direzione in cui si è mossa la BCE: un mandato ristretto, un obiettivo numerico, poca discrezionalità. Il dibattito vero oggi non è "banca centrale sì o no", è "quanto vincolata".

      Domanda ottima, comunque. Non ti scusare per non avere le basi: le basi si vedono da come si pone una domanda, e la tua era posta bene.

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