lunedì 15 marzo 2010

Cos'è una banca

Nelle discussioni di questi giorni alcuni utenti hanno espresso delle idee assai distorte sulla natura dell’istituzione bancaria. Per cui pubblichiamo questa nota di Foto Gian, che spiega cos'è e come funziona una banca.

La banca è una impresa che offre diversi servizi, soprattutto di intermediazione tra domanda e offerta di capitali.

I risparmiatori, siano essi l'individuo con pochi euro o il milionario, depositano i loro soldi su un conto bancario. Per la banca sono correntisti e offrono capitali, che la banca remunera pagando un interesse. I correntisti di solito possono usare e ritirare i propri soldi in qualsiasi momento. Basta presentarsi allo sportello o firmare una assegno o usare un bancomat.

La banca poi presta una parte dei soldi raccolti a imprese, stato e consumatori che li usano per finanziare produzione, consumi e investimenti. In alcuni casi i capitali prestati dalle banche sono restituiti nel corso di diversi anni. Si pensi ai mutui per l'acquisto di una casa: spesso i capitali sono restituiti in 20-30 se non di più.

Quindi la banca, oltre a intermediare tra domanda e offerta di capitali, realizza ciò che in gergo si chiama trasformazione delle scadenze: riceve capitali a breve termine, ovvero soldi che il singolo correntista può ritirare o spendere quando vuole, e li presta a qualcuno che li restituirà nel corso di molti anni.

Prima di prestare qualcosa però la banca valuta se il potenziale debitore è in grado di restituire i capitali. Valuta in altri termini il “merito di credito” di chi chiede capitali, ed è forse il compito più difficile per le banche.

Tale ruolo è importante perchè se non ci fossero le banche domanda e offerta difficilmente si incontrerebbero: chi dispone di capitali è restio a prestarli per tempi lunghi o se non si fida del soggetto a cui li presta.

La banca invece dispone di una maggiore capacità, rispetto al singolo correntista, di scegliere a chi prestare, può diversificare meglio gli investimenti riducendo il rischio, può offrire capitali che le saranno restituiti nel corso di molti anni lasciando al contempo al correntista la possibilità di prelevare i soldi in qualsiasi momento.

Quindi la banca trova la sua ragion d'essere nello svolgere i servizi sommariamente elencati, servizi a fronte dei quali la banca si fa pagare da chi riceve in prestito capitali un tasso superiore a quello pagato ai correntisti. La differenza tra i due tassi (quello pagato dai clienti, attivo per la banca e quello pagato ai correntisti, passivo per la banca) si chiama spread e dipende da domanda e offerta di capitali e dal rischio assunto dalla banca.

Il rischio maggiore della banca è di diventare improvvisamente insolvente: se i correntisti volessero indietro tutti insieme i loro soldi, la banca non potrebbe soddisfare le loro richieste e dovrebbe dichiarare fallimento.

Perchè si può concretizzare questo rischio, noto come corsa allo sportello? Perchè la banca ha investito male i capitali presi in prestito e per questo motivo i correntisti non si fidano. Preferiscono prelevare i propri soldi e non correre il rischio di subire perdite.

Per evitare tale rischio la banca non solo deve svolgere in modo corretto il proprio mestiere e quindi prestare soldi a soggetti solvibili (le leggi che si occupano di banche parlano non a caso di “sana e prudente gestione” della banca) ma deve anche disporre di capitali propri tali da garantire il correntista che le perdite inattese non metteranno in pericolo i suoi soldi e la possibilità di prelevarli in qualsiasi momento.

Di qui la necessità che il capitale proprio della banca, ovvero i soldi raccolti non presso la clientela ma dagli azionisti, sia adeguato il relazione alle dimensioni delle attività bancarie.

Foto Gian

Nota
Riguardo la frase
se i correntisti volessero indietro tutti insieme i loro soldi, la banca non potrebbe soddisfare le loro richieste e dovrebbe dichiarare fallimento.
Il fondatore di questa pagina (Hires) ha un parere diverso, o meglio, una precisazione da fare. In particolare, la banca è vero che non ha liquidità, ma ha una serie di crediti (prestiti erogati). Se ha erogato tali prestiti esigendo adeguate garanzie, non avrà problemi a cartolarizzarli e rivenderli sul mercato ottenendo la liquidità che le serve per rimborsare i correntisti. Se invece ha fatto del credito "facile" potrà in effetti incontrare problemi nella cartolarizzazione dei propri crediti.
In realtà se la banca ha fatto un "buon credito" sarà impossibile che la banca perda la fiducia dei correntisti, che quindi non avranno alcun motivo di correre agli sportelli a ritirare i soldi.
Ossia la causa del default non è "il sistema a riserva frazionaria", ma l'uso che ne ha fatto la banca.

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